L’Istituto Italiano di Cultura di Dublino è lieto di presentare il workshop “Le fasi dell’autorialità: riscritture, traduzioni e agency letteraria femminile nell’Italia della prima età moderna (1450–1650)”.
L’evento è organizzato da Emilia Di Rocco e Serena Laiena ed è gentilmente sostenuto dal UCD Foundation for Italian Studies Networking Scheme, dal UCD Ad Astra Start-up Fund e dall’Istituto Italiano di Cultura di Dublino.
Il workshop esplora il ruolo delle donne nella scrittura, nella rielaborazione e nella diffusione dei testi tra il 1450 e il 1650. L’obiettivo è comprendere come, in un’epoca in cui le donne avevano possibilità limitate di partecipare alla vita culturale e intellettuale, queste siano riuscite a trovare modi per esprimere le proprie idee e affermare la propria voce attraverso la letteratura.
In questi due secoli, la diffusione della stampa e i cambiamenti nella società trasformarono profondamente il modo in cui i testi venivano scritti, pubblicati e condivisi. Le donne contribuirono attivamente a questo processo in diversi ruoli: come scrittrici, traduttrici, mecenati, lettrici e interpreti, partecipando alla vita culturale e artistica del tempo.
Un esempio significativo è quello di Antonia Pulci, attiva nella Firenze del Quattrocento. Attraverso le sue opere teatrali di argomento religioso e morale, Pulci contribuì a valorizzare il ruolo delle donne nella vita spirituale e nella società. Le sue sacre rappresentazioni, destinate alla messa in scena, riprendevano storie religiose, offrendo al tempo stesso nuove prospettive sulla devozione femminile e sul ruolo delle donne negli spazi pubblici.
Anche il teatro offrì nuove opportunità di espressione. In Italia, Francia e Spagna si affermò progressivamente la figura dell’attrice professionista, che non si limitava a interpretare testi scritti da altri, ma contribuiva anche a modificarli, adattarli e trasmetterli al pubblico. In questo modo, le donne parteciparono attivamente allo sviluppo del teatro e al dialogo tra scrittura e rappresentazione scenica.
La riscrittura e la traduzione rappresentarono per molte donne un modo per avvicinarsi alla scrittura e far conoscere le proprie idee, anche in un contesto in cui il riconoscimento del loro ruolo intellettuale era spesso ostacolato. Rielaborando opere già esistenti, comprese quelle considerate fondamentali nella tradizione letteraria, le donne riuscirono a proporre nuove interpretazioni e a sviluppare forme proprie di espressione.
La circolazione sempre più ampia di libri e manoscritti permise inoltre alle loro opere di raggiungere un pubblico più vasto, nonostante i limiti imposti dalla censura e le discriminazioni di genere.
Il workshop intende quindi approfondire il contributo delle donne alla cultura letteraria della prima età moderna e mostrare come, attraverso la scrittura, la traduzione, il teatro e la rielaborazione dei testi, esse abbiano progressivamente conquistato maggiore spazio e riconoscimento nel mondo intellettuale.
L’evento è SOLD OUT.